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sabato 18 dicembre 2010

Lettera di Gesù Bambino a noi

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Lettera di Gesù Bambino a noi
(da Buongiorno nel Signore)

Carissimo,
anche quest'anno è passato il mio compleanno, il Natale.
In realtà, da molti anni fa (circa 2000) si festeggia il mio compleanno. I primi anni sembrava che avessero capito quanto io ho fatto per loro, però oggi la gente si raduna e si diverte, senza sapere la ragione della festa.
Un'altra cosa che mi dispiace è che nel giorno del mio compleanno, fanno regali a tutti meno che a me.
Qualcuno dice: "Come faccio a farti un regalo se nemmeno ti vedo?" Io rispondo: "Lasciami nascere nella tua anima. Non mi mandare via con il peccato. Se desideri vedermi guardami nell'Ostia Santa. Sono venuto per salvarti. A Betlemme mia madre mi teneva fra le sue mani, il sacerdote sull'Altare mi tiene tra le sue. Aiuta i poveri, visita gli ammalati e quelli che sono soli, perdona le offese, pensa ai tuoi fratelli e mi vedrai in ognuno di loro e sarà come se l'avessi fatto a me. Questi sono i regali che mi piacerebbe ricevere".
Sono passati 20 secoli ed ogni anno la storia si ripete.Nel migliore dei casi mi vedono come un bambino qualunque, non come Dio fatto uomo. Mi fa pena vederli vivere con tanta sete di amore avendo la Fonte così vicina.
Finisco questa lettera sperando di non averti annoiato. Però credimi, anche se hai poco o niente da offrirmi, lasciami entrare nel tuo cuore. Per me sarà il più bel dono che tu mi possa fare.
Con infinito amore, il tuo miglior amico e il tuo Dio,
Gesù Bambino


domenica 16 maggio 2010

Il valore di un sorriso


Un sorriso

Un sorriso non costa nulla
e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo
è talora eterno.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero
da non poterlo dare.
Crea felicità in casa;
è sostegno negli affari;
è segno sensibile
dell'amicizia profonda.
Un sorriso
dà riposo alla stanchezza;
nello scoraggiamento
rinnova il coraggio;
nella tristezza è consolazione;
d'ogni pena
è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può
comprare, né prestare,
né rubare, poiché esso
ha valore solo nell'istante
in cui si dona.
E se poi incontrerete talora
chi non vi dona
l'atteso sorriso,
siate generosi e date il vostro;
perché nessuno ha tanto
bisogno di sorriso come chi
non sa darlo ad altri.
Pierre Favre





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sabato 1 maggio 2010

1° maggio: festa del lavoro

...allora un contadino disse: parlaci del lavoro.
E lui rispose dicendo:
Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore: il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.
brano tratto da "Il profeta"

Kahlil Gibran

domenica 7 marzo 2010

Spunti di riflessione

"Il reciporoco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza."
Erasmo da Rotterdam